Listini azionari, titoli di Stato, materie prime e mercato immobiliare. Con la decisione storica della Gran Bretagna di uscire dall’Europa, questi settori avranno delle inevitabili ripercussioni.

 

Cosa succederà dunque al mercato immobiliare londinese, uno dei più caldi del mondo? Già da qualche mese ha subito una brusca frenata e dall’inizio dell’anno la compravendita di immobili è crollata del 40%.
Crollano i prezzi delle case
Secondo il ministero del Tesoro inglese ora i prezzi delle case caleranno mediamente del 10%, ma la percentuale potrebbe salire al 18% nell’arco di due anni. E ovviamente tutti ora aspettano a fare acquisti. Ad attendere sono soprattutto i fondi di investimento e chi cerca appartamenti di pregio.
 La società di consulenza Capital Economics fa notare che il rapporto fra il prezzo delle case e le retribuzioni si sta già avvicinando ai livelli pre-crisi, il che naturalmente non è un buon segnale. Del resto, oltre che cuore finanziario del continente, Londra è anche la capitale europea del real estate e molte altre importanti città cercheranno di sottrarle questo ruolo: da Parigi a Francoforte, passando per le più piccole Dublino e Milano. Secondo un’analisi di Cbre, infatti, il 73% degli investitori in immobili non residenziali ritiene che, con l’uscita dall’Ue, il Regno Unito diventerà subito meno attraente. Lo dimostra anche l’andamento degli investimenti nel Paese, calati del 21% su anno nei primi tre mesi del 2016 (a 14 miliardi) e addirittura crollati di quasi il 40% nelle ultime settimane.
Emoraggia di posti di lavoro
Nella sola City sono previsti tagli per centomila i posti di lavoro. Le ripercussioni sull’economia londinese potrebbero essere così forti che un appartamento comprato il 22 giugno per mezzo milione di sterline potrebbe valerne solo 400mila prima dell’estate. 
La paura di scossone immobiliare aveva preoccupato talmente tanto il mercato delle costruzioni che, in questi mesi, le agenzie immobiliari avevano introdotto la ‘money back Brexit guarantee pledge’, una garanzia che permetteva di rescindere il contratto di acquisto nel caso di vittoria del Si.
Sito web: www.erif.it
 
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