Ci piace tenervi sempre aggiornati sulle novità del mercato immobiliare italiano. Tramite il nostro blog vogliamo aiutarvi e supportarvi in tutte le fasi lunghe e complicate che vanno dalla ricerca dell’immobile fino all’acquisto e oltre.


Oggi vogliamo raccontarvi di una stranezza che non centra nulla con il panorama immobiliare italiano ma bensì quello inglese.

In Inghilterra, infatti, ci sono delle particolarità e stranezze regolamentari che farebbe stranire perfino noi italiani.



Chi acquista una casa a Londra, ad esempio, non effettuerà un acquisto “pieno” dell’immobile ma avrà il diritto di occupare un appartamento per un periodo di tempo prefissato, che può variare da poche decine di anni a 999 anni.

Si, avete letto bene. Curioso eh? Ora vi spieghiamo come funziona.

In Gran Bretagna le proprietà immobiliari sono divise in due mondi ben distinti: le freehold, soprattutto case, e i leasehold, che sono in genere appartamenti.

Il freehold è un sistema di possesso della proprietà e del terreno, senza limiti di scadenza.

Invece il leasehold, in genere riguarda gli appartamenti, è un sistema di possesso di una proprietà (per un certo termine) ma non del terreno su cui e’ edificata. Il possesso della proprietà è soggetto al pagamento dell’affitto del terreno su cui e’ edificata. Quando il termine del possesso scade, la proprietà torna al possessore del terreno.

Quindi quando si compra un appartamento, si deve pagare una sorta di affitto al vero proprietario del terreno.

In generale vige la regola che più il lease è lungo, più ha valore e maggiore è il prezzo di vendita dell’immobile. La maggior parte degli appartamenti nuovi o ristrutturati ha un lease di 99 anni, ma in palazzi d’epoca si trovano ancora lease di 999 anni o anche di 23.

Perché succede questo?

Perché gran parte dei terreni del Regno Unito, oggi giorno, sono ancora di proprietà dei Lord inglesi e della monarchia.

Condividi:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Pin on Pinterest0Email this to someonePrint this pageBuffer this page