L’anno nuovo porta con sè non solo tanti propositi ma anche tante aspettative e previsioni ( ottimistiche, si spera) per i 12 mesi che verranno.

Per il mondo del mercato immobiliare il 2015 è stato un buon anno, segnato da una ripresa che tardava ad arrivare.

 I dati ufficiali del primo trimestre del 2015, gli ultimi attualmente disponibili, diffusi dall’Agenzia del Territorio, parlano di una riduzione delle transazioni residenziali nell’ordine del 3% per un totale di circa 95.000 compravendite residenziali. Ma la riduzione che ha caratterizzato i primi mesi del 2015 è da leggersi alla luce dei risultati postivi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Come sarà quindi il 2016?

 Purtroppo non abbiamo ancora dei poteri per sapere cosa succederà in futuro però, dai dati delle compravendite effettuate fino ad ora, percentuali in linea con quelle delle principali agenzie immobiliari italiane come Gabetti e Tecnocasa, si ha il sentore che il 2016 si caratterizzerà per un consolidamento di questa situazione rialzista. Ma bisogna fare attenzione.

Anche Marco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions, conferma che “Siamo ben lontani dai tempi del boom edilizio. Da quando cioè il mercato faceva registrare valori di crescita a due cifre. Se il 2015 si chiuderà intorno al +5% credo che anche per il 2016 la situazione non sarà molto diversa. Si potrà arrivare magari a un +7, +8%. Ma sicuramente ci vorrà tempo prima di ritornare ad avere percentuali di crescita a due cifre.”

La figura dell’agente immobiliare nel 2016

Il 2015 ha portato anche una grande novità nel mondo del mercato immobiliare: le banche sono diventate competitor delle agenzie immobiliare e hanno iniziato a vendere case.

Oggi più che mai, dunque, l’agente immobiliare diventa una figura centrale della vendita ma deve iniziare ad evolversi. Oggi giorno un agente immobiliare deve fornire più servizi.

 

Non può limitarsi a vendere più case ma deve diventare un vero consulente immobiliare. Con il mercato in evoluzione, questa diventa una trasformazione necessaria.

Avevamo già affrontato l’argomento nel post precedente “Agenti immobiliari 2.0. Com’è la situazione in Italia?”.

Stiamo percependo i primi segnali di una profonda revisione della professione dell’agente immobiliare e di tutti i suoi modelli organizzativi.

Uno svecchiamento mentale della categoria che, adagiatasi forse troppo sui risultati di inizio millennio, ha oggi la necessità di trovare nuova linfa sia attraverso la condivisione del business, sia utilizzando modelli di marketing immobiliare realmente efficaci.

“La professione sta cambiando connotati negli ultimi anni. Prima c’era il cosiddetto “mediatore di strada”, ora – in un momento di generale crisi – c’è invece una selezione notevole. In altre parole, i più preparati riescono a fare carriera, gli altri restano al palo. Personalmente sono un fautore dell’utilità dell’agente immobiliare, non è assolutamente una figura che può dare fastidio. Anzi, lo ritengo un servizio indispensabile” sostiene in un’intervista Renato Guatterini, proprietario della Guatterini costruzioni.

Per approfondire l’argomento : http://gruppoerif.com/agenti-immobiliari-2-0-come-la-situazione-in-italia/

 
 
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