Una Germania dominante nel settore immobiliare annovera diverse città che, ognuna per caratteristiche proprie e tutte grazie alla solida economia del Paese, appaiono in Europa ancora le mete favorite per gli investimenti real estate.

Confermando la differenza dal resto d’Europa, dove spesso le singole nazioni vengono identificate con una sola città che per investimenti immobiliari sovrasta il resto del Paese: Londra per il Regno Unito, Parigi per la Francia, Milano per l’Italia.

A confermare la tendenza anche la ricerca “Emerging Trends in Real Estate Europe 2018” stilata da PwC e Urban Land Institute (ULI) e pubblicata ieri. «Il titolo della ricerca condotta a livello europeo di PwC e ULI è “Reshaping the future” – dice Elisabetta Caldirola, partner di PwC -. Ricostruire e ricominciare sono le parole chiave della survey sui trend che il mercato europeo avrà nel prossimo anno. Nella pubblicazione si descrive un mercato europeo cauto ma positivo, che sta ancora facendo i conti con rendimenti modesti e la forze dirompenti dell’innovazione tecnologica e del mutamento sociale indotto dai nuovi stili di vita, il fattore demografico e i flussi migratori».

La novità di questa edizione è la scalata della top ten da parte di Copenaghen e Madrid, che così insieme a Berlino, Francoforte e Monaco diventano le cinque città preferite per gli investimenti nel real estate nel corso del 2018. Nelle prime dieci sono quattro le città tedesche, con anche Amburgo. A dirlo sono 800 professionisti del real estate in Europa, opinioni raccolte dal report. I cambiamenti della classifica non spostano di una posizione Berlino, saldamente prima negli ultimi quattro anni. Berlino beneficia della crescita della propria popolazione e dell’espansione del business, soprattutto nel settore tecnologico. Sempre una città tedesca al secondo posto. Si tratta di Francoforte, in solida crescita, grazie anche all’esito di Brexit. L’Association of Foreign Banks in Germania prevede 3.000-5.000 nuovi posti di lavoro a Francoforte in seguito alla decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea.
Sempre seconda, parimerito con Francoforte, si trova Copenhagen, che ha catturato l’interesse degli investitori grazie al boom del residenziale, quarta Monaco, cara ma attraente, mentre Madrid, che è passata dal nono al quinto posto, beneficia delle ottime prospettive di crescita dei rendimenti da affitto nel segmento uffici. Il Gdp è cresciuto del 3% l’anno scorso e dovrebbe confermarsi a questi livelli per i prossimi due anni.

Amburgo, Dublino, Stoccolma, Lussemburgo e Amsterdam occupano le ultime cinque posizioni della top ten. Non c’è quindi Londra in classifica, ma il Regno Unito nel periodo compreso tra l’ultimo trimestre 2016 e il terzo trimestre 2017 ha attirato capitali per un controvalore di 64 miliardi di euro. Dietro alla Germania che ne ha catturati 68 miliardi. L’Italia nello stesso periodo ha registrato investimenti per nove miliardi di euro, surclassata dalla Spagna con 18 miliardi e dalla Francia con 25 miliardi.
In termini settoriali anche in questo report la logistica si rivela il segmento più ambito per fare investimenti nel 2018. Si gioca questo ruolo con la nicchia residenziale rappresentata da settori quali lo student housing, il senior living e le cliniche. Le risposte dei protagonisti del real estate rivelano una disaffezione, parziale, verso i due ambiti tradizionali di uffici e retail. La crisi parte dagli Stati Uniti, dove il retail registra chiusure e abbandoni e anche il settore uffici nelle aree sub-urbane non gode di buona salute.
Il sentiment è comunque complessivamente positivo, seppur cauto, sull’Europa. Circa il 50% degli intervistati ritiene che i profitti cresceranno l’anno prossimo, mentre il 42% si aspetta una crescita della fiducia. Resta da monitorare l’instabilità politica di alcune Nazioni, particolare preoccupazione destano le situazioni in Turchia, Polonia e Ungheria.
Qualche operatore inizia a pensare a una rotazione di portafoglio. «Stiamo vendendo gli asset che si mostrano meno forti, è un buon momento per essere venditori – dice qualche intervistato -. Ma al contempo stiamo comprando e quando compriamo siamo focalizzati su asset di elevata qualità nei mercati più forti che continueranno a crescere».
«Le interviste con i leader dell’industria immobiliare – commenta Gareth Lewis, direttore del real estate di PwC – rivelano un settore che punta a rinnovarsi e a d arrivare in alcuni casi a un punto di rottura con il modo tradizionale di fare immobiliare».

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